L'elioscopio

Nelle sue osservazioni astronomiche mediante l'utilizzo del cannocchiale Galileo si imbattè in una scoperta di notevole importanza, oltre alla scoperta dei quattro satelliti di Giove: le macchie solari. Nell'osservazione di questo fenomeno Galileo si servì di un particolare tipo di telescopio, l'Elioscopio (telescopio solare).


Nell'opera sulle macchie solari del 1613 egli descrive nel dettaglio questo strumento ideato da Benedetto Castelli e da lui utilizzato per l'osservazione del disco solare. L'elioscopio, è un particolare telescopio solare che ha come fine ultimo non solo una visione precisa della superfice solare ma soprattutto quella di proteggere la vista da danni irreversibili.

Attraverso l'utilizzo di un particolare strumento di proiezione Galileo riuscì ad osservare da vicino le macchie solari e a descrivere le stesse realizzando dei disegni talmente precisi da sembrare quasi degli scatti fotografici. Questo metodo di osservazione consisteva nell'oscurare la stanza da cui si effettuavanbo le osservazioni e solo dopo puntare il cannocchiale verso il sole; bisognava poi posizionare un foglio bianco di carta ad un metro circa dall'oculare, così facendo le macchie solari venivano proiettate sul foglio. Galileo tracciava poi una cerchio, con il compasso sul foglio e lo spostava a seconda della posizione del sole fino a far combaciare le due immagini, tenendo sempre il foglio in modo che il cerchio combaciasse con l'immagine del sole.

A questo punto tracciava così le macchie solari sul foglio, ma per ottenere l'immagine reale era necessario girare e ribaltare sul foglio, perché le proiezioni sul foglio attenute mediante l'utilizzo del cannocchiale risultavano invertite e rovesciate.