Discorsi e dimostazioni matematiche intorno a due nuove scienze

Nel 1638 Galileo Galilei pubblicò a Leida, in Olanda, la sua ultima ed importantissima opera: "Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze". In questa opera, Galileo, ormai settantaquattrenne e colpito dalla cecità, riprende e perfeziona i suoi studi di fisica meccanica, soffermandosi in particolare sullo studio del movimento dei corpi, iniziato negli anni della sua docenza a Pisa e testimoniati dall'opera, mai pubblicata, De Motu Antiquiora.

Come per i Dialoghi, Galileo divide i Discorsi in quattro giornate. Nelle prime due giornate si assiste ad un dialogo tra gli stessi personaggi dei "Dialoghi", ovvero Simplicio, Salviati e Sagreto, durante il quale Galileo presenta molti esperimenti di fisica. Nella terza e nella quarta giornata Galileo parla invece di alcuni teoremi di dinamica.

Quest'opera, importantissima dal punto di vista scientifico, in particolare sul fronte della fisica meccanica e sulle leggi della dinamica, rappresenta tuttavia una grande testimonianza del pensiero filosofico di Galileo, che da sempre si incrocia con quello matematico. I Discorsi rafforzeranno infatti, a postumi, la potenza argomentativa del Nunzio Sidereo e dei Dialoghi, nei quali Galileo cerca, seppur celando il suo intento, di liberare la scienza dalle reti teologiche.