Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo

L'opera venne scritta da Galileo Galileo tra il 1624 e il 1630 e venne pubblicata per la prima volta il 21 febbraio del 1632. E' un trattato scientifico nel quale Galileo espone la sua tesi a favore del sistema copernicano, confutando il pensiero tolemaico-aristotelico.

L'opera riscosse all'epoca un grandissimo successo, tuttavia Galileo sapeva che con quest'opera si sarebbe aggiudicato le antipatie della Chiesa, pertanto escogitò un modo per aggirare la sua posizione considerata allora anti cattolica, ed inserì all'interno della sua opera un personaggio fittizio, Sagreto, che aveva la funzione di fare da moderatore e gestire così il dialogo tra le due parti contrapposte rappresentate da salviati, per le idee copernicane, e Simplicio per quelle aristotelico-tolemaiche. Inoltre fu lo stesso Galileo a dichiarare nella prefazione che sebbene egli sostenesse la validità della teoria copernicana, tuttavia da cattolico credeva fortemenete nella fermezza della terra.

Tuttavia questo non bastò a deviare l'attenzione già vivissima, della Chiesa nei confronti dello studioso, ed il libro venne iscritto nel registro dei libri proibiti nel 1633. Croce e delizia di questa sua opera, fu proprio la sua amplissima diffusione, che portò a Galileo numerosi alleati ma altrettanti nemici.

Il "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" è dunque un'opera scientifica, ma si snoda in un iter letterario che ricorda da vicino il Secretum di Petrarca, l'opera in tre libri in cui il poeta immagina un dialogo con Sant'Agostino alla presenza della Verità.

I Dialoghi di Galileo, si dividono dunque in quattro giornate. Nella prima giornata Galileo fa un primo confronto tra il sistema eliocentrico e quello geocentrico. Nella seconda, lo studioso argomenta mediante alcuni esempi, come quello della barca in movimento, il moto di rotazione giornaliero della terra, mentre nella terza protagonista della trattazione è il moto di rivoluzione della terra intorno al sole; infine, nella quarta giornata Galileo affronta il fenomeno delle maree.

Per quanto Galileo, per proteggersi, avesse cercato di mascherare la sua reale posizione, è tuttavia evidente nel trattato la dimostrazione dell'eroneità della tesi tolemaico-aristotelica, secondo la quale era il sole a girare intorno alla terra. Il Sant'uffizio non gli perdonò questa presa di posizione considerata eretica, e a giugno del 1633, dopo aver dichiarato ufficialmente i Dialoghi libro proibito, Galileo venne condannato al carcere oltre che all'abiura delle sue teorie e ad altre punizioni.