La Bilancetta

La Bilancetta è un'opera di Galileo risalente al 1586 ma pubblicata postuma. In questa operetta Galileo descrive dettagliatamente tutto l'iter scientifico e matematico che lo ha portato alla costruzione della prima bilancia idrostatica per misurare il peso specifico dei corpi. Una caratteristica principale di questo testo è sicuramente quello di essere scritto in italiano e non in latino come era consuetudine che fosse per i trattati scientifici. Ma Galileo, forte della convinzione della validità del suo ormai consolidato metodo sperimentale e dell'universalità delle leggi fisiche e matematiche, credeva fosse utile che il suo trattato fosse comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Questa opera o trattato, è innanzitutto un chiaro omaggio da parte di Galileo al grande genio di Archimede, padre di molte importanti scoperte ed invenzioni nonchè pioniere della misurazione del peso specifico dei corpi mediante l'utilizzo dell'acqua. Come Galileo, Archimede faceva degli esperimenti per dimostrare la validità delle sue invenzioni, documentandole passo passo, ed è proprio la lettura dei suoi scritti che portò l'attenzione di Galileo sul peso specifico dei corpi stabilito attraverso l'impiego dell'acqua. Dopo la citazione di Archimede, Galileo introduce il suo esperimento, preceduto dalla fabbricazione di una bilancia, specificando che prima di procedere all'esperimento e quindi alla misurazione del peso, bisogna sapere che

"che i corpi solidi che nell'aqqua vanno al fondo, pesano meno dell'aqqua che nell'aria tanto, quant'è nell'aria la gravità di tant'aqqua in mole quant'è esso solido: il che da Archimede è stato dimostrato;"

A questo punto Galileo, dopo essersi soffermato al lungo sulla descrizione del suo esperimento, ci dice come ha costruito la bilancia idrostatica

"Per fabricar dunque la bilancia, piglisi un regolo lungo almeno due braccia, e quanto più sarà lungo più sarà esatto l'istrumento; e dividasi nel mezo, dove si ponga il perpendicolo [il fulcro]; poi si aggiustino le braccia che stiano nell'equilibrio, con l'assottigliare quello che pesasse di più; e sopra l'uno delle braccia si notino i termini [dove ritor]nano i contrapesi de i metalli semplici quando saranno pesati nell'aqqua, avvertendo di pesare i metalli più puri che si trovino."
Alla fine di questo trattato si trovano inoltre i pesi specifici di metalli preziosi, determinati dallo stesso Galileo attraverso un precisissimo calcolo matematico, e che infatti sono comparabili con i moderni valori delle tavole del peso specifico dei corpi.