Il Nunzio Sidereo

satelliti_gioveNel 1609 Galileo si dedica alla stesura di un'opera nella quale dà la notizia della scoperta dei quattro satelliti di Giove (pianeti medicei) le montagne ed i crateri della luna e le Macchie Solari. L'opera si intitola il Nuncius Sidereus, in italiano, Nunzio Sidereo.


I satelliti che sono Io, Europa, Ganimede e Callisto. e la cui clamorosa scoperta viene appunto descritta in quest'opera vengono ancora oggi comunemente chiamati "medicei", in onore di Cosimo dei Medici a cui Galileo dedicò la sua scoperta. L'opera infatti inizia così: Al Serenissimo Cosimo II De Medici IV Granduca di Toscana.

Quest'opera scientifico-astronomica è scritta interamente in latino e si snoda in quatto giornate, durante le quali Galileo annota gli spostamenti dei quattro satelliti rispetto al pianeta Giove.

Nell'opera Galileo si sofferma sulla descrizione di un particolare metodo di osservazione della superficie lunare, mediante l'impiego di un particolare strumento detto "elioscopio" che gli ha consentito, senza conseguenze gravi sulla vista, delle macchie solari. Lo stesso Galileo infatti annuncia l'opera come un avviso astronomico che contiene e spiega osservazioni di recente condotte con l'aiuto di un nuovo cannocchiale sulla faccia della Luna, sulla Via Lattea e le nebulose, su innumerevoli stelle fisse e su quattro pianeti detti Astri Medicei non mai finora veduti.

L'argomento delle macchie solari verrà poi trattato in maniera approfondita nel 1613 con l'opera "Istoria e dimostrazione intorno alle macchie solari e ai loro accidenti", in cui Galileo affermava che la rotazione delle macchie solari, descritte come un fenomeno, simile alle nuvole, appartenente all'atmosfera del sole, provava il moto di rotazione del Sole su se stesso.